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Le difficoltà dopo il parto

Perché non ci avete detto che è così difficile?

Lettera personale a voi che improvvisamente diventate genitori

Salute a voi. Voi, che ci date il privilegio di essere accanto a voi in uno dei bivi importanti della vostra vita. Voi, pieni di domande come una melagrana. Voi, felici con il vostro neonato, preoccupati, in procinto di percorrere una nuova strada, a volte sinuosa, ricca e piena di scoperte, una strada che scoprirà in voi, strati dei quali non sapevate, una tenerezza che non sognavate, ed una grande felicità.

Siete in dolce attesa… Auguri?
"Auguri, siete in dolce attesa", vi scrivono sui cartelloni, sulle confezioni di prodotti per la gravidanza e sulle réclame di varie attività. "Un momento, aspettate un po' con questo entusiasmo – dite voi – un momento, noi non ce ne siamo ancora resi conto".
Per ora, tutto non ha ancora a che fare con il neonato (di seguito: nome generico per maschi e femmine, che vengono anche chiamati feti in seno alla madre). Per ora sono segni esterni come la pancia che si ingrossa, la nausea, la stanchezza, la pirosi (di lei) ed anche i malumori, i timori, l'euforia e molte altre sensazioni che accompagnano la signora incinta.
E lui? Non si sente ancora "attaccato", oppure ancora non la capisce, né capisce la volubilità di lei, o che per lei non è così facile?  I problemi di sostentamento e di alloggio, la perdita della sensazione di scapolo quasi eterno, ti accompagnano, oppure te ne stai su una nuvola, ti innamori della tua compagna, in ogni istante di nuovo, carezzi la pancia, sei in attesa che lui o lei escano finalmente fuori?

Perché non ce lo avete detto?
Ogni volta, di nuovo, noi sentiamo le frasi seguenti: "Perché non ci ha detto nessuno che è così difficile dopo la nascita?", "C'è la legge del silenzio, nessuno racconta cosa succede veramente". La verità è che noi ci studiamo molto, nei corsi di preparazione al parto, di raccontare cosa succede dopo: la confusione, uscendo al mondo con un neonato fresco tra le braccia o nel seggiolino, l'imbarazzo, quando non sappiamo se piangono perché sono affamati, se vogliono che si cambi loro il pannolino, o semplicemente perché sono neonati, e non si sono ancora abituati al mondo. Le notti insonni (notte, dopo notte, dopo notte…) ed una mamma all'inizio della strada, che non riesce a mangiare come si deve, a fare la doccia quando era abituata, e perfino - Dio l'aiuti – a fare la pipì…

Noi parliamo nei corsi di quegli 'spigoli' nei quali si entra con facilità dopo il parto. Spigoli a due, quelli che non c'erano prima, spigoli che derivano dalla stanchezza, ed a volte dall'impotenza ("Io mi sono alzato prima, adesso alzati tu", "Ma io ho allattato tutto il giorno, continuamente e senza riposarmi nemmeno un momento…"). Parliamo della sensazione che qualcosa di più grande di noi si è impadronita della nostra vita, senza che noi fossimo pronti!
Parliamo e vediamo un sottile strato di nebbia sul vostro viso. "che sta parlando?" – chiedete – "sarà esattamente lo stesso di adesso, solo con un neonato!"- ma il neonato ha molti bisogni…

Eravate sicuri che il neonato avrebbe rafforzato i rapporti e l'amore, appena nato (cosa effettivamente molto importante a più lunga scadenza), però adesso potreste sentirvi come se vi foste "arenati". E " che facciamo adesso?". Sì, state per passare un cambiamento, grande, gigante, enorme. Un cambiamento che influenzerà la vostra vita quotidiana, alla vostra spontaneità e alla vostra indole mentale e sentimentale. Che vi trasformerà in generale in più sensibili, più ansiosi e più posati. Genitori – non gli abbiamo già dato un nome?

Blues (non lo stile musicale)
Chiamiamolo stati d'animo o stati d'animo volubili. In genere si parla di "Blues" o di malinconia delle donne dopo il parto, specialmente dopo il terzo giorno, in particolare nelle prime due settimane, ma appare anche dopo e può continuare per un periodo non breve – settimane- a volte mesi.

La sensazione che tu sei sola, che non sei una madre abbastanza buona, che ti è finita la vita e che qualcosa si è impadronita di te, e che non ti riconoscerai mai più nello specchio, e tutta una serie di sensazioni molto reali che cominciano quasi tutte con le parole " in vita non" o "più non", tutto ciò ed altro ancora può scompagnarti (o non accompagnarti) nel primo periodo.
È importante far notare che non succede a tutte le donne, e ci saranno sempre quelle che danzeranno di gioia e di felicità dopo il parto. Secondo la mia esperienza, l'andamento del parto, la convalescenza dopo il parto, il carattere del vostro neonato, la compagnia ed il sostegno che ricevi dopo, e le aspettative che hai di te stessa come madre e come donna, sono strettamente legati al modo in cui ti sentirai nel periodo dopo la nascita.

Forse sorprende, ma anche gli uomini hanno la sensazione di blues. Con un'altra frequenza, spesso con potenza diversa. Ma sì, anche voi attraversate dei processi, anche voi attraversate un cambiamento, perché anche voi avete attraversato il parto! Nella nostra società si tende a dare poca importanza all'esperienza del parto degli uomini. Molti uomini parlano del parto come dell'esperienza più forte e rinforzante che hanno avuto nella vita. Altri, quelli che ne parlano di meno, racconteranno in privato dell'esperienza di impotenza, stando solo con lei in sala parto per ore, perché l'ostetrica era molto occupata, del timore in generale e del loro posto differente ed incerto in coppia ed in famiglia, dopo la venuta alla luce del neonato.

Eccovi la notizia: voi (uomini e donne) siete proprio normali, nonostante la sensazione di insania temporanea.

Allora è così? Sarà così d'ora in poi?
Perché non sia così, per non incontrare gli spigoli o almeno per incontrare solo quelli piccoli, per poter, dopo una settimana, due settimane, un mese, o più, tirare la testa fuori dall'acqua e dire: "Non è stato facile, ma guardate come sorride…", è bene essere pronti al cambiamento.
Pensarci prima, leggere, parlarne apertamente e prepararsi con amici e professionisti, vi può aiutare a capire cosa sia essere genitori. Capire che, effettivamente, la vita sta per essere rivoluzionata, sta per passare un cambiamento senza paragone. L'occasione di crescere, di svilupparsi, di dare. Un cambiamento che, come tutti i cambiamenti, a volte duole, un po' come i dolori della crescita.
È consigliabile "imbottire" il primo periodo con l'aiuto: genitori, amici, e perfino aiuto a pagamento (aiuto nelle pulizie di casa o i servizi di una balia, per tutte le piccole domande, per il primo bagnetto).

La balia sa parlare ed anche… piegare la biancheria o fare la guardia al neonato mentre tu dormi. Lo può fare anche una nonna amorevole o un'amica che ha tempo. Chiedete che vi aiutino praticamente: che preparino il cibo, che vi aiutino nelle incombenze.
E, molto importante: parlate. Lui con lei, parlate con gli amici, con i familiari e con i professionisti. Venite da noi. Usateci. Abbiamo fondato Primomodo perché voi possiate mettere il neonato nel seggiolino e semplicemente venire da noi, stare con noi. Aggregarvi a questo o quel corso. O semplicemente sedervi con una bibita con altri genitori e parlare.

Abbiamo creato per voi un gruppo di accompagnamento per padri e madri e molti altri seminari, abbiamo costruito per voi un sistema di consulenza formato da un gruppo esperto nel campo dell'essere genitori. Usatelo.

Piano piano, passo passo, succederà. Vi abituerete ad essere genitori, troverete la vostra via di essere genitori come lo volete voi per i vostri bambini e per voi. Imparerete che anche i genitori possono realizzare la coppia e la vita privata e, in breve, che la vita è appena cominciata! Non dimenticate che oltre alle piccole mine per via, che troverete ancora, alla fine del tunnel d'inizio, che sembra infinito, c'è una grande luce.

 

 

 
 
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